
I pessimi discorsi social sull’immortalità digitale, di Davide Sisto
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Davide Sisto ci parla dei thanabot, sistemi di intelligenza artificiale progettati per simulare la personalità e le modalità comunicative di una persona defunta. Davide ne analizza le potenzialità e la diffusione e fornisce suggerimenti ai cittadini che avessero in mente di utilizzarli. Avete mai visto questi video sui thanabot? Nel caso, come vi sembrano? E ritenete di avere acquisito qualche conoscenza specifica sul tema? Fateci sapere.

Conoscenza, memoria e dignità: i resti umani nei musei, di Cristina Vargas
Cristina Vargas ci parla del dibattito etico e delle decisioni prese a livello internazionale sui resti umani conservati nei musei. La cosa più importante non è stabilire una volta per tutte come debbano essere trattati i resti umani nei musei, ma mantenere aperte le domande: chi e come ha il diritto di esporre dei resti umani? Con quali finalità e con quali accorgimenti possono essere offerti allo sguardo di un pubblico mosso dal desiderio di imparare, ma anche dall'umana curiosità?

Disuguaglianze nella morte, di Marina Sozzi
Nel nostro paese, nonostante il SSN, esistono forti disuguaglianze nell'assistenza sanitaria, nell'aspettativa di vita e nella qualità del morire. Occorre un impegno collettivo per limitare queste crescenti ineguaglianze. Per questo propongo a tutti i lettori (e in particolare ai molti che sono operatori sanitari) il seguente quesito: quali sono le priorità secondo voi? E quali sono le vostre esperienze?

Death Cafè – Pet Edition: dialogare insieme sul lutto per un animale domestico, di Davide Sisto
Davide Sisto racconta di aver moderato un Death Café - Pet edition, dedicato in particolare alla perdita di animali domestici, perlando delle caratteristiche di questi lutti, che tendono a venire sottovalutati e spesso stigmatizzati. Qual è la vostra esperienza?

Il lutto negli adolescenti: silenzi, oscillazioni, bisogno di parole, di Cristina Vargas
Cristina Vargas ci parla di come si manifesti il lutto negli adolescenti, e di come gli adulti possano comprenderne i comportamenti e stare loro vicini. Avete esperienze che volete condividere? O domande che volete fare?

Il Caring massage: intervista a Marco Vacchero, di Marina Sozzi
Abbiamo intervistato Marco Vacchero, docente della Scuola Con-Tatto e Affettività nelle relazioni di cura sul Caring Massage, a proposito di questa metodologia, che si propone di trasformare la gestualità quotidiana dei professionisti della cura in gesti consapevoli e intenzionali attraverso i quali l’affettività, il mondo delle emozioni e dei sentimenti non siano negati, ma riconosciuti e valorizzati.

Parlare di morte e di lutto nei licei, di Davide Sisto
Davide Sisto, alla luce di numerose esperienze nei licei di tutt'Italia, racconta cosa gli hanno detto i ragazzi, sulla morte e sul lutto, ma anche sull'uso dei social. Voi ritenete che sia utile che chi ha una formazione tanatologica vada a parlare nei licei? Ritenete, in particolare, utile parlare in maniera esplicita di morte con gli adolescenti? Fatecelo sapere.

L’associazione nazionale Assistenti Spirituali nella Cura, di Marina Sozzi
Qualche considerazione sull'importanza dell'assistenza spirituale nella cura e su come ci si stia muovendo finalmente anche in Italia per garantirla a tutti i pazienti che ne sentano il bisogno. Anche attraverso l'associazione nazionale degli assistenti spirituali. Cosa ne pensate? Ritenete che la spiritualità sia parte integrante della cura? Se siete operatori sanitari, avete storie da condividere a proposito della spiritualità?

I cimiteri di Tokyo, tra tecnologia hi tech e tradizione, di Davide Sisto
Davide Sisto ha approfittato di un viaggio in Giappone per visitare i cimiteri buddisti di Tokyo, soprattutto quelli hi tech, pensati per risparmiare spazio. Ha visitato anche i cimiteri per animali. Questi luoghi evidenziano un cambiamento significativo rispetto alla tradizione. Cosa ne pensate? Secondo voi si tratta di soluzioni importabili da noi?

Il lutto traumatico: quando la morte degli altri ci interroga come società, di Cristina Vargas
Anche quando colpisce una singola persona, il lutto traumatico ha una profonda dimensione sociale e interroga il modo in cui una comunità si prende cura dei propri membri. Il dolore degli altri ci riguarda. Accostarsi con rispetto e solidarietà alle storie di chi perde una persona cara in circostanze traumatiche, anche quando siamo spettatori lontani, testimonia la nostra capacità di occuparci dei legami comunitari anche nei momenti più faticosi.
E voi che ne pensate? Avete esperienze da condividere o osservazioni da fare?
